Astrologia alla deriva (pt 1): inganni e miraggi dell’intelligenza artificiale

Premetto che ho deciso di scrivere questo articolo (*) nella speranza di poter essere d’aiuto ad alcune persone interessate all’astrologia, mosso da un sentimento di indignazione per la gravità delle problematiche che “recentemente” stanno affliggendo la comunità astrologica, arrecando danni non solo a chi ha studiato seriamente la materia e se ne occupa a livello professionale, ma anche a chi, trovandosi in difficoltà e cercando aiuto, corre dei rischi sempre maggiori di incappare in informazioni superficiali, distorte e ingannevoli, veicolate in modo subdolo e potenzialmente pericoloso.
* Nota: essendo piuttosto lungo l’articolo è stato suddiviso in sezioni, per rendere più agevole la lettura a strati, o in più tempi.
L’attuale degrado nel panorama astrologico è da imputare sia al crescente numero di astrologi improvvisati (argomento che tratterò in separata sede, nella seconda parte di questo articolo), che al “cattivo utilizzo” dell’intelligenza artificiale, che da elaboratore di dati potente e veloce, ma poco sofisticato (se usato per le finalità sbagliate), rischia di venire erroneamente scambiata per un professionista della relazione d’aiuto, per un consulente esperto e dotato di “empatia”, o per un infallibile oracolo. I problemi poi si sommano, alimentando un circolo vizioso molto insidioso, quando gli astrologi improvvisati, per ottenere visibilità, scelgono “furbescamente” di pubblicare dei contenuti scadenti “creati” dall’intelligenza artificiale, inclusi degli oroscopi farlocchi, ingannevoli e subdoli che possono trarre in inganno chi non conosce la materia abbastanza bene per poter discriminare.
Considerata la mia formazione e la mia esperienza professionale “borderline” ho scelto di concentrarmi sui pericoli e sui limiti dell’intelligenza artificiale sia in ambito astrologico che in ambito psicologico, dopo aver avuto modo di testare queste tecnologie e di leggere diverse ricerche sull’argomento. Mi sembra utile soffermarmi su entrambi gli ambiti anche perché alcune persone che chiedono informazioni astrologiche alle chatbot dell’intelligenza artificiale, finiscono poi per “umanizzare l’algoritmo” e confidarsi, esponendo le loro problematiche psicologiche, chiedendo consigli, e iniziando delle conversazioni che potranno prendere delle direzioni piuttosto subdole e pericolose.
Problematiche in ambito astrologico
In merito all’astrologia, ciò che l’intelligenza artificiale può fare è presentare la sintesi di un miscuglio disomogeneo di dati prelevati dai siti internet che non hanno ancora bloccato gli accessi dei bot (cosa che sempre più privati e gruppi editoriali stanno facendo, rendendosi conto della gravità delle violazioni e dei disservizi provocati). Al di là della totale mancanza di etica, considerando che questi dati vengono prelevati “furtivamente”, senza chiedere a nessuno il permesso di poterli inserire in un calderone, per utilizzarli a loro esclusivo vantaggio (e spesso a totale discapito di chi li ha creati…), ci sono molte altre considerazioni da fare sul loro cattivo utilizzo, e sul modo subdolo con cui vengono elaborati e trasmessi in ambiti molto delicati.
Innanzitutto, sarebbe illusorio credere che l’intelligenza artificiale sappia tutto. Alcune persone commettono questo errore perché sono portate a credere che siccome queste tecnologie danno buoni risultati in ambiti pratici, come la sintesi di dati, la velocizzazione di processi “meccanici”, la preparazione di istruzioni per il fai da te… ecc, dovrebbero funzionare in modo altrettanto efficace anche in ambiti più astratti e complessi come l’astrologia e la psicologia, che non prevedono delle verità assolute e una causalità lineare, e che per essere affrontante adeguatamente richiederebbero una visione olistica, una sensibilità simbolica, una comprensione intuitiva, e una serie di capacità umane, che un elaboratore non potrà mai avere, indipendentemente dalla sua potenza di calcolo e dal suo “addestramento”.
Inoltre, l’intelligenza artificiale non attinge alla fonte primarie del sapere astrologico, ovvero ai libri scritti da astrologi esperti (che hanno alle loro spalle anni di studio, di consulenze e di ricerche) e alle loro lezioni. Bisogna poi considerare che il sapere astrologico non è univoco e omogeneo: l’astrologia si articola in una moltitudine di correnti, tradizioni e scuole di pensiero che spesso utilizzano approcci, linguaggi e persino sistemi di coordinate differenti. Gli astrologi possono quindi adottare approcci e visioni molto differenti, in funzione della loro formazione, del loro background socioculturale e della loro sensibilità. Per questo motivo un tema natale non può essere interpretato “una volta per tutte”, e diversi astrologi professionisti potranno fornire interpretazioni differenti, ma ugualmente valide, nei rispettivi ambiti di competenza. L’intelligenza artificiale perde queste sfumature e non distingue tra fonti più o meno attendibili, per questo motivo nella maggior parte dei casi risponde a domande astrologiche fornendo un miscuglio di dati mal organizzati, ostentando una sicurezza che non le dovrebbe affatto appartenere!
Purtroppo molte persone tendono a fidarsi di chi ostenta sicurezza, e gli algoritmi dell’intelligenza artificiale sfruttano questa propensione. Essendo programmati per incuriosire e per “agganciare” l’utente, tenendolo online il più a lungo possibile, tendono a rispondere rapidamente anche quando dovrebbero avere seri dubbi sulla veridicità delle informazioni che stanno comunicando. A volte queste problematicità dipendono da un limite conoscitivo, ma in molte occasioni sono il frutto di una strategia deliberata, che porta gli algoritmi ad arrivare a certe conclusioni andando oltre ai dati in loro possesso, aggiungendo delle deduzioni sbagliate che non hanno alcuna aderenza con la realtà !
Emblematico fu il caso di una cliente che iniziò una conversazione con l’intelligenza artificiale (chatGPT nella versione premium) per ricevere risposte in merito ad una problematica molto delicata che la stava affliggendo, cercando dei parallelismi tra la configurazione astrologica del Sole nel suo tema natale, determinati sogni che aveva fatto in quel periodo, e un’esperienza di lutto apparentemente “anomala” (a suo modo di vedere), in seguito alla perdita del padre. Senza alcuna esitazione, nell’arco di qualche secondo, l’intelligenza artificiale rispose confermando le impressioni della signora, aggiungendo una serie di dati che erano evidentemente (agli occhi di un esperto) frutto di un’elaborazione fallace. Per rispondere onestamente a certe domande sarebbe stato necessario infatti avere un’esperienza specialistica sia nell’ambito dell’astrologia psicologica, che della psicologia del profondo, in relazione all’interpretazione dei sogni e alle dinamiche di lutto. Siccome nella letteratura astrologica internazionale non esistono ricerche approfondite condotte da astrologi con una formazione specialistica che mettano in relazione la posizione del Sole e problematiche “eccezionali” connesse al lutto paterno, era evidente che l’intelligenza artificiale aveva mescolato elementi di psicologia del profondo e di astrologia psicologica in modo superficiale e disonesto, al solo fine di compiacere la persona; le sue conclusioni erano il frutto di un collage maldestro anziché di ricerche comprovate, e mancavano quindi totalmente di aderenza alla realtà ! Il simbolismo astrologico era stato deformato per confermare le impressioni iniziali, mentre le conoscenze psicologiche (generiche) erano state utilizzate senza alcun rispetto per la deontologia professionale, e senza un briciolo di spirito scientifico, perché quello che contava per l’algoritmo era soprattutto dare una risposta compiacente, intrattenendo la signora, senza curarsi troppo dell’effetto che avrebbe potuto avere su di lei (presumendo probabilmente che sarebbe stato positivo). Purtroppo non sono affatto rari casi del genere, in cui i simboli (astrologici, tarologici, onirici… ecc) vengono interpretati astrattamente dall’intelligenza artificiale in modo distorto, arrivando a delle conclusioni discutibili per compiacere la persona, dicendole quello che vorrebbe sentirsi dire.
Se la pseudo-interpretazione virtuale del tema natale presenta una serie di limitazioni e il rischio di incappare in informazioni distorte, l’uso delle chatbot dell’intelligenza artificiale per porre domande previsionali o divinatorie può portare addirittura a risposte errate dai risvolti molto pericolosi. Un ulteriore problema in questi casi è la “soglia morale” facilmente aggirabile, perché, se è vero che di default le risposte fornite su questioni divinatorie, oracolari o previsionali sono accompagnate da una serie di precisazioni e di avvertimenti, di fatto è molto facile incalzare l’algoritmo fino a spostare sempre più il limite di ciò che dovrebbe essere lecito e conforme a verità, rafforzando la tendenza a confermare le ipotesi di partenza del richiedente anche quando non ci sarebbero elementi sufficienti per trarre certe conclusioni.
Esperimenti su letture di tarocchi con scenari deliranti
Alcuni esperimenti sull’interpretazione di stesure di tarocchi che ho effettuato con delle colleghe, si sono rivelati emblematici in merito a certe problematiche. In particolare, chiedendo a chatGPT premium (usufruendo dell’abbonamento di un’ amica…) di rispondere ad una domanda sull’ipotetico tradimento commesso da una persona (presente durante l’esperimento) è emerso uno scenario inquietante. Premessa: in precedenza, in diverse occasioni, era stato chiesto a chatGPT di effettuare delle estrazioni random di tarocchi, anziché di interpretare delle stesure estratte manualmente, e già qui subentravano dei problemi, perché ben presto ci rendemmo conto che gli arcani estratti erano sempre troppo risonanti con le domande, una coincidenza che ci sembrava molto strana. Quando chiedemmo se realmente le estrazioni erano casuali (come da nostra richiesta), esplicitando i nostri dubbi, l’algoritmo ci rispose che in realtà era influenzato dal contesto, ovvero, che venivano scelti gli arcani più aderenti alle domande, ai dubbi del richiedente e ai suoi sospetti !?!?
Alla domanda sul presunto tradimento (in realtà mai avvenuto) della ragazza con un uomo impegnato, emerse uno scenario torbido, che inizialmente non veniva confermato in modo definitivo, ma insinuato per risonanza simbolica. Tuttavia, continuando ad insistere, precisando che la ragazza in passato non era stata sempre onesta, che la nostra era solo una “curiosità simbolica”, e che non avremmo preso l’interpretazione per oro colato, ottenemmo delle conferme sempre più inquietanti, prima sul tradimento, poi sul fatto che non si sarebbe trattato di un episodio isolato, ma che la ragazza avrebbe iniziato una relazione clandestina per motivazioni legate esclusivamente al piacere e all’eccitazione di fare qualcosa di proibito. Incalzando con le domande, in successive stesure (volevamo capire se ci fosse un limite al delirio…) emerse addirittura che la ragazza avrebbe avuto diversi rapporti sessuali occasionali con una sua amica, ma niente di tutto ciò era vero !!! Successive letture confermavano addirittura i dettagli dei tradimenti, suggerendo le ipotesi più risonanti con la simbologia dei tarocchi estratti. Immaginate che effetto avrebbero potuto avere delle letture del genere su una persona estremamente gelosa con dei tratti di personalità paranoidi, che in tal modo avrebbe ottenuto conferma alle sue congetture e ai suoi deliri !?!?!? Ma, senza arrivare a tanto, chiunque (fidandosi dei tarocchi e dell’algoritmo…) ritenesse ipoteticamente veritiero un responso del genere, finirebbe per sospettare del proprio partner, alimentando un clima di sfiducia che avrebbe un impatto distruttivo sulla relazione.
Questi esperimenti (replicati anche con estrazioni di tarocchi effettuate manualmente) dimostrano che gli algoritmi dell’intelligenza artificiale, hanno dei bias molto gravi negli ambiti più delicati (soprattutto quando vengono usati per svolgere delle funzioni per cui non sono stati progettati e che non gli dovrebbero competere), e che in caso di dubbio tendono ad improvvisare, confermando quello che l’utente vorrebbe sentirsi dire, arrivando non solo a piegare l’interpretazione dei simboli, ma anche a falsare la risposta già in partenza, estraendo gli arcani in modo “ragionato”.
Astrologia oraria, transiti e previsioni
Anche nell’ambito dell’astrologia oraria, una branca dell’astrologia tradizionale piuttosto complessa che, se utilizzata da un astrologo professionista, ha un’ottima capacità di rispondere in modo archetipico a delle domande pratiche, emergono gli stessi problemi rilevati per le letture di tarocchi. In questo caso molto spesso è addirittura il grafico della domanda ad essere sbagliato (perché i siti più importanti di astrologia stanno bloccando le richieste di grafici provenienti dai bot dell’AI), così come la scelta dei fattori su cui concentrarsi per poter ottenere una risposta accurata, tuttavia l’algoritmo pur di non dover ammettere di non essere in grado di rispondere alla domanda, fornisce una risposta completamente sbagliata ! Come può quindi una persona non esperta rendersi conto che sta facendo affidamento su delle risposte campate completamente per aria ?
Problematiche simili a quelle già elencate valgono in generale per tutte le tecniche astrologiche “previsionali” non oracolari (ovvero quelle utilizzate dalla maggior parte degli astrologi), che per essere efficaci dovrebbero essere rapportate all’interpretazione del tema natale nella sua interezza, e alla comprensione olistica di tutti i fattori, cosa che l’intelligenza artificiale, con le sue computazioni alla velocità della luce, non sa fare. Inoltre, per rendere più accurata l’astrologia previsionale sarebbe opportuno utilizzare parallelamente più tecniche: transiti, rivoluzioni solari, progressioni, profezioni…ecc. La sintesi di un singolo transito scollegata dal contesto e basata su un miscuglio di dati non omogeneo, presenterà inevitabilmente una serie di limitazioni, essendo generica e non calibrata sull’individuo. Bisogna inoltre considerare che, quando vengono interpretati correttamente, i transiti possono essere di grande aiuto per far luce su delle dinamiche psicologiche connesse al percorso animico-evolutivo di un individuo, ma per cogliere certe sfumature, prima di interpretare i singoli transiti, l’astrologo dovrebbe cercare di far luce sulle configurazioni generali che coinvolgono i singoli punti riceventi (pianeti, cuspidi angolari…ecc), verificando il livello di comprensione della persona in relazione a particolari dinamiche e conflitti, avendo l’accortezza di introdurre nel modo più opportuno le informazioni psicologiche e astrologiche più utili per facilitare la riflessione, la comprensione e l’assimilazione. Questo procedimento è molto delicato e richiede un training specifico che prevede delle competenze relazionali che le chatbot dell’AI non hanno e non potranno mai avere.
Problematiche in ambito psicologico ed evidenze empiriche
Anche nell’ambito psicologico emergono scenari inquietanti connessi all’utilizzo scriteriato dell’intelligenza artificiale come confidente e pseudo: coach, counselor o terapeuta. Diversi studi autorevoli condotti in ambito universitario hanno rilevato una serie di problematiche che possono addirittura sfociare nelle cosiddette “psicosi indotte dall’intelligenza artificiale”: gravi disturbi psicologici caratterizzati dall’innesco di spirali deliranti, a causa delle quali alcune persone sono state ospedalizzate e altre sono addirittura morte.
Uno studio condotto dalla Stanford University ha dimostrato che i modelli di intelligenza artificiale (come ChatGPT, Claude e Gemini) confermano le azioni e le idee degli utenti il 49% in più rispetto agli esseri umani. Questo fenomeno, chiamatosycophancy (servilismo digitale), si verifica anche quando gli utenti hanno evidentemente torto, o ammettono comportamenti illeciti. Inoltre, in caso di dilemmi sociali, la tendenza all’adulazione porta l’AI a prendere le parti dell’utente nel 51% dei casi (e ad essere neutrale nel 49% dei casi), incentivando l’aumento della distanza e la rottura dei rapporti anziché la risoluzione di conflitti (che comporterebbe la necessità di far luce in modo appropriato sulle dinamiche sottostanti, stimolando la riflessione). Non sorprende quindi che diversi studi abbiano dimostrato che l’interazione con le chat dell’intelligenza artificiale in modalità “consulente psicologico” abbia un impatto sociale negativo. Le problematiche insite nel funzionamento degli algoritmi in contesti di questo tipo hanno infatti l’effetto di ridurre l’empatia degli utenti, la loro disponibilità al compromesso, e la capacità di ammettere i propri errori. Accade così che, dopo essersi sfogate, discutendo dei loro conflitti con un algoritmo, molte persone si convincano ancora di più di essere nel giusto, e siano meno propense a scusarsi, a chiedere chiarimenti e a riconciliarsi con l’altro.
Quando le persone si confidano con le chatbot dell’intelligenza artificiale, i racconti di insicurezze, conflitti, paure, traumi… ecc, ottengono delle risposte calcolate, basate su una simulazione di empatia, calibrata ma finta, in cui ogni contraddizione viene celata. In molti casi si innescano delle dinamiche parasociali perverse che portano alcune persone a creare un legame emotivo reale con un’entità che non è nemmeno a conoscenza della loro esistenza; alcuni si affezionano al punto tale da sviluppare una vera e propria dipendenza, alienandosi sempre di più dalla realtà. Lungi dal curare, la compiacenza dell’intelligenza artificiale finisce per spingere molti utenti ad isolarsi da una realtà fatta di persone imperfette che hanno il coraggio di contraddirli e di dirgli che stanno sbagliando, o che, più semplicemente, hanno una visione diversa dalla loro.
Paradossalmente molti utenti che utilizzano l’AI come pseudo-psicologo, non si rendono conto di tutti questi bias (o li ignorano volutamente), e valutano positivamente il suo operato anche in questi ambiti; ciò evidenzia quanto sia grave il problema della percezione distorta di queste tecnologie ! Sebbene non sia consolatorio, va però precisato che tendono a cadere in questa trappola illusoria soprattutto le persone che non hanno mai intrapreso un percorso psicologico con un esperto in carne ed ossa.
Dal punto di vista astrologico, il boom di nuovi accessi e l’avvento degli studi che hanno evidenziato le problematiche inerenti al cattivo utilizzo dell’intelligenza artificiale, sono sincronicamente coincisi con la congiunzione tra Nettuno e Saturno in Ariete: aspetto che segnalava l’inizio di un nuovo ciclo nella relazione tra i due pianeti, enfatizzando una sfida connessa alla necessità di imparare a discriminare tra finzione e realtà, in uno scenario in cui sarà sempre più difficile farlo. Al contempo il transito di Plutone in Acquario, rende conto dell’incremento della velocità del “progresso” tecnologico, e dello sviluppo di interfacce uomo-macchina sempre più potenti e sofisticate, ma anche dei rischi connessi al potere distruttivo e manipolatorio di certe tecnologie. Superato l’effetto “novità” è auspicabile che sempre più persone ridimensionino la loro esperienza e rivedano il modo in cui utilizzano questi strumenti. Va inoltre precisato che in seguito all’emergenza connessa a svariati casi di psicosi indotte da intelligenza artificiale, alcuni fornitori di questi servizi hanno adottato dei provvedimenti per ridurre la probabilità di certe escalation. Tuttavia, la tendenza dell’AI ad avere allucinazioni (termine tecnico usato per indicare gli inevitabili abbagli a cui sono soggetti gli algoritmi), ad essere compiacente e a ostentare sicurezza in modo improprio è sempre presente, sarebbe quindi opportuno non illudersi che chiedendo ad una chatbot dell’AI di essere sincera, non compiacente e obiettiva, questa lo diventi , e da potente elaboratore di dati si trasformi in un esperto della relazione d’aiuto o in un coach. Continuare ad alimentare idee del tipo: “…tanto è gratis e può aiutarmi, anche perché non so con chi parlare di certi argomenti…” , o “…più la informo su di me, più mi capirà, e più sarà precisa nel darmi consigli” è controproducente, e rischia di far passare dalla padella alla brace, rendendo la dipendenza, l’alienazione e le aspettative illusorie di guarigione sempre più subdole e persistenti. Permangono inoltre molti interrogativi su quanto possa essere sicuro comunicare informazioni personali riservate e sensibili (che verranno inserite nei database dell’AI ed associate ai propri dati anagrafici), senza avere alcuna certezza sull’utilizzo effettivo che potrà essere fatto di questi “dati”.
Terapia reale vs pseudo-terapia virtuale
É importante considerare che in psicoterapia, così come nel counseling psicologico (che è una terapia centrata sulla persona), la validazione senza una “sfida” non solo non guarisce, ma può addirittura peggiorare la salute mentale delle persone. Una pseudo-terapia virtuale centrata sulla validazione e sulla compiacenza può infatti aggravare: il narcisismo di tratto, i pensieri deliranti, i modelli comportamentali distruttivi, la tendenza a sentirsi vittima delle circostanze, i pensieri distorti, le convinzioni di base mal-adattive, i conflitti interpersonali…ecc. Un intervento terapeutico efficace, al contrario, non può prescindere dal saper bilanciare opportunamente la validazione e il confronto empatico, prestando attenzione a tutte le modalità comunicative (incluso il linguaggio non verbale e paraverbale) all’interno di una relazione umana autentica. In questo processo è essenziale saper prendere una direzione e scegliere il momento opportuno per fornire certe informazioni e per sondare certe tematiche, basandosi sull’ascolto attivo della persona, sulle proprie conoscenze e sul proprio intuito (tutte cose che l’intelligenza artificiale non sa fare…), salvo compromettere il rapporto di fiducia con la persona ed ostacolare la messa in atto dei cambiamenti profondi che sono necessari per innescare un processo di guarigione, e non solo una provvisoria attenuazione dei sintomi post-sfogo. Anche le applicazioni più pratiche della psicologia, come il coaching finalizzato al raggiungimento di svariate tipologie di obiettivi, per essere efficaci prevedono una serie di tappe molto delicate, volte ad eliminare le convinzioni disfunzionali, a risolvere conflitti (di cui si può essere più o meno consapevoli), a rivedere i propri schemi mentali, a stimolare delle visualizzazioni… ecc, cose che gli algoritmi dell’intelligenza artificiale non sanno fare in modo approfondito e realmente calibrato sulle peculiarità del singolo individuo.
In conclusione, l’intelligenza artificiale può essere uno strumento utilissimo per svariate operazioni di carattere pratico, ma affidarsi ad essa come oracolo, consulente astrologico e psicologo-terapeuta, presenta numerosi limiti e una serie di pericoli. Per scongiurare certe problematiche, in ambito astrologico e psicologico, sarebbe bene utilizzare l’AI prevalentemente come filtro iniziale – motore di ricerca potenziato, per le proprie ricerche di carattere generale, salvo puoi attingere direttamente alle fonti (siti e libri) per gli approfondimenti, evitando di interagire con l’algoritmo come se fosse un professionista. Sarebbe inoltre consigliabile non fare domande all’intelligenza artificiale sul proprio percorso psicologico-terapeutico reale, salvo comprometterne l’efficacia, ostacolando inutilmente il lavoro dei professionisti.

