Cos’è l’EFT?

L’EFT, acronimo di Emotional Freedom Techniques, è una tecnica di riequilibrio emozionale che integra elementi della psicologia occidentale con principi derivati dalla medicina energetica orientale. La sua applicazione combina l’attenzione consapevole sull’esperienza emotiva con la stimolazione di specifici punti del corpo, associati ai meridiani energetici, tramite il tapping (un leggero picchiettamento effettuato con le punte delle dita).
L’idea alla base dell’EFT è che molte difficoltà emotive come: ansia, stress, paure, blocchi emotivi o reazioni sproporzionate, siano strettamente connesse a una perturbazione del sistema energetico dell’organismo. Attraverso il tapping, accompagnato da frasi mirate a mantenere l’attenzione sul problema, l’EFT aiuta a “ricalibrare” la risposta emotiva, favorendo una riduzione dell’intensità del disagio.
In un percorso strutturato, nell’ambito di una relazione d’aiuto, l’EFT può essere utilizzata in modo sinergico con la Logosintesi, un metodo di lavoro interiore (ideato dallo psicoterapeuta svizzero Willem Lammers) che utilizza il potere consapevole delle parole per sciogliere blocchi emotivi e schemi inconsci legati ad esperienze passate, convinzioni disfunzionali o traumi. Mentre l’EFT lavora principalmente sulla regolazione dell’attivazione emozionale-corporea, la Logosintesi si concentra sul potere delle parole e dell’intenzione consapevole per sciogliere legami interiori con determinate esperienze, immagini o credenze che continuano ad agire nel presente.
Nel contesto della relazione d’aiuto l’EFT può divenire un alleato operativo quando l’intensità emotiva ostacola l’esplorazione, la riflessione o il contatto con le proprie risorse. Ed è proprio per questo motivo che, dopo aver testato in prima persona la sua efficacia, ho scelto di integrare questa tecnica nel mio lavoro (all’occorrenza).
L’obiettivo principale del counseling psicologico è accompagnare la persona a comprendere il disagio, ad attraversarlo e a trasformarlo, rafforzando la consapevolezza e il contatto con le proprie risorse interiori. In quest’ambito, l’EFT può essere utilizzata come uno strumento di supporto al processo, per favorire la regolazione emotiva e la presenza nel qui ed ora. Così facendo è possibile creare uno spazio interno più stabile da cui osservare le sub-personalità e i conflitti interiori, restando presenti nell’esperienza emotiva, ma attenuandone gli effetti, facilitando così la dis-identificazione.

