Rabbia ed energia aggressiva: considerazioni psico-astrologiche e strategie per gestirle in modo costruttivo…

Nel gergo comune i termini “rabbia” e “aggressività” hanno una connotazione quasi esclusivamente negativa, e vengono spesso utilizzati come sinonimi. Ciò è comprensibile, considerando che in genere siamo piuttosto consapevoli di quanto sia facile perdere il controllo dei freni inibitori, e commettere azioni irragionevoli, sotto l’impeto della rabbia. Tendiamo inoltre a considerare aggressive le persone prepotenti, dominate da un cieco impulso autoaffermativo, e disposte a ricorrere alla prevaricazione e alla violenza pur di raggiungere i loro scopi.
In realtà anche le emozioni “negative”, come la rabbia, sono segnali del corpo in grado di fornirci importanti indicazioni, e di attivare potenti energie e forze interiori, che se ben canalizzate possono aiutarci ad affrontare gli ostacoli che incontriamo nella vita, e a realizzare i nostri potenziali. Nella loro essenza le energie aggressive che accompagnano le manifestazioni della rabbia sono neutre e naturali, e possono quindi essere utilizzate per fini costruttivi. Il maggior ostacolo da superare per riuscirci è legato alla rapidità della loro attivazione, che viene innescata in modo semi-automatico da un meccanismo di difesa molto arcaico, presieduto da un’area del cervello non particolarmente sofisticata, deputata al soddisfacimento dei nostri bisogni primari (il cosiddetto cervello rettile, associabile agli archetipi di Marte e di Plutone). Sebbene questo meccanismo di protezione sia funzionale alla sopravvivenza, la sua attivazione non è sempre appropriata alla situazione, e non ci predispone ad interagire nel migliore dei modi con il prossimo. La rabbia ci rende meno presenti, e può facilmente imprigionarci in un circolo vizioso in cui i pensieri negativi legati alla violazione delle nostre aspettative, e una serie di emozioni negative ad essi collegati, si alimentano e si sostengono a vicenda.
Essendo istintive e pre-morali (la loro attivazione non coinvolge le aree pre-frontali del cervello), le energie aggressive tendono ad esprimersi, e devono essere espresse per non produrre esiti dannosi. Dal punto di vista astrologico, sono associabili a Marte, mentre il meccanismo reattivo che innesca la rabbia implica il coinvolgimento sia di Marte (azione, reazione, attacco, difesa) che di Plutone (sopravvivenza, pulsioni, inconscio inferiore). Quando ci arrabbiamo e avvertiamo un’ondata di energia aggressiva crescere dentro di noi, abbiamo tre possibilità di intervento: possiamo tentare di reprimerla; possiamo lasciarci travolgere dall’impulso ed esploderla; oppure possiamo entrare in contatto con quell’energia e trasformarla, per utilizzarla a nostro vantaggio, tramite uno sfogo intenzionale e calibrato. L’ultima modalità è l’unica costruttiva, purtroppo però non è automatica e implica la comprensione delle motivazioni profonde sottostanti alla rabbia, e la capacità di mettere una distanza tra l’impulso e l’azione.
Siccome la repressione dell’energia aggressiva può causare una serie di problematiche di ordine fisico (infiammazioni, ipertensione, difficoltà cardiache, sessuali… ecc) e psicologico (sensi di colpa, depressione, sindromi paranoidi e ossessive… ecc), sarebbe bene cercare di evitarla. L’esplosione delle rabbia tramite comportamenti offensivi e violenti (a livello verbale o fisico) è dannosa per altri motivi, e può compromettere irrimediabilmente le nostre relazioni. Nel tentativo di trovare un equilibrio tra le polarità unione-differenziazione e relazione-affermazione (riconducibili alle funzioni psichiche complementari di Venere e di Marte), molte persone oscillano tra le due modalità di “gestione” della rabbia meno efficaci. Per paura di compromettere i loro rapporti (e di affrontare i conflitti) reprimono la loro aggressività fino ad arrivare al limite della loro sopportazione, a quel punto perdono le staffe ed esplodono, per poi magari pentirsi delle loro azioni. Queste oscillazioni tra repressione ed esplosione denotano una situazione di squilibrio, in cui le energie aggressive non riescono a trovare uno sbocco evolutivo. Dal punto di vista astrologico, generalmente parlando, la tendenza alla repressione dell’energia aggressiva può essere segnalata da un Marte “bloccato” (che riceve aspetti dinamici, soprattutto quadrature e quinconce), in particolar modo se nel tema natale l’energia dei pianeti “affettivi” (Luna, Venere e Nettuno), o dell’elemento acqua, è particolarmente forte. La tendenza ad esplodere la rabbia può invece essere segnalata da un’enfasi sull’elemento fuoco, soprattutto se Marte e Plutone sono sostenuti nel tema natale, o dalla presenza di aspetti “esplosivi” (con particolar riferimento alle congiunzioni e alle opposizioni): Sole-Marte, Luna-Marte, Ascendente-Marte, Marte-Urano e Marte-Plutone.
Un’altra modalità piuttosto subdola per sfogare indirettamente la rabbia consiste nel ricorrere a degli “equivalenti aggressivi”; comportamenti che recano fastidio (o danno) agli altri senza che chi li mette in atto se ne assuma la responsabilità. Omissioni, ritardi, silenzi, tentativi di instillare sensi di colpa attraverso delle lamentele, frecciatine “ironiche”, ecc… possono divenire modalità per farla pagare al prossimo, dissimulando le proprie intenzioni negative, per non esporsi a delle ritorsioni. Queste modalità indirette di sfogare la rabbia hanno l’effetto di alimentare le zone d’ombra nelle relazioni. Astrologicamente parlando, la configurazione di Marte in un tema natale, per segno, casa ed aspetti, ci può aiutare a comprendere quali equivalenti aggressivi una persona può prediligere, se non riesce a utilizzare in modo più costruttivo le energie aggressive. A titolo esemplificativo, generalmente parlando: chi ha Marte in 3^ casa, in aspetto a Mercurio, o in Gemelli, potrà essere propenso ad utilizzare l’ironia pungente; chi ha Marte in Cancro o in IV casa potrà avere la tendenza a lamentarsi e ad instillare sensi di colpa; chi ha Marte in Pesci, in 12^ casa o in aspetto a Nettuno, potrà essere più propenso a utilizzare l’omissione o i ritardi… ecc.
Per gestire in modo costruttivo le energie aggressive dobbiamo cercare di interrompere gli automatismi che ci portano allo sfogo distruttivo o alla repressione, facendo luce su ciò che realmente innesca la rabbia, che sappiamo essere un’emozione secondaria (subentra ad altre emozioni negative), che si attiva per spostarci da una ferita. Individuando quale parte di noi è stata violata, potremo sviluppare una maggior padronanza sulle nostre emozioni negative, e divenire meno reattivi. Entrando in contatto con l’energia aggressiva in modo consapevole potremo utilizzarla come carburante per affermarci e raggiungere i nostri obiettivi. Il nostro guerriero interiore (Marte) potrà così ritrovarsi a combattere meno battaglie inutili, sulla base di spinte inconsce (Plutone), e le sue energie combattive-conquistatrici potranno essere messe al servizio dell’Io (Sole) che potrà scegliere come utilizzarle in modo costruttivo.
Gestione delle energie aggressive
La rabbia è una delle emozioni “negative” più distruttive in assoluto. Se mal dirette le potenti energie aggressive che la accompagnano possono creare una serie di danni, a chi le esprime impulsivamente, a chi le reprime, e a chi le subisce. Per questo motivo è molto importante cercare di far luce sulle modalità di azione-reazione ricorrenti della nostra “sentinella interiore”, e sui segnali che la mettono all’erta, considerando che meno siamo presenti, più tenderà a scattare in modo automatico, e che le energie aggressive si attivano istintivamente e devono essere espresse per evitare pericolosi accumuli. Agli estremi della gamma di possibili manifestazioni della rabbia si collocano due tendenze contrapposte ugualmente indesiderabili: l’esplosione incontrollata degli impulsi aggressivi e la loro repressione. Nel tentativo di controllare la loro rabbia molte persone si ritrovano a ricadere in oscillazioni che provocano degli scompensi: a furia di reprimere i loro impulsi aggressivi, ad un certo punto non riescono a contenersi, e li esplodono in modo particolarmente distruttivo. L’accumulo dell’energia aggressiva può inoltre portarci a reagire eccessivamente a stimoli diversi da quelli che hanno innescato la rabbia. Una persona arrabbiata con il suo datore di lavoro, può così ritrovarsi a spostare l’energia aggressiva accumulata in ufficio sui propri famigliari, reagendo eccessivamente alla minima frustrazione.
Per cercare di gestire meglio l’energia aggressiva dobbiamo innanzitutto capire a quale delle due macro-categorie polari di gestione inefficace della rabbia tendiamo ad avvicinarci di più (considerando che l’oscillazione in genere implica il prevalere della repressione). Le strategie correttive più immediate per cercare di contenere i problemi legati alla repressione e all’esplosione dell’energia aggressiva sono infatti diametralmente opposte. Le persone che tendono a reprime l’energia aggressiva dovrebbero cercare di evitare gli accumuli, imparando a dare voce al loro sentire il prima possibile, senza però attribuire agli altri la responsabilità delle loro emozioni. Un modo efficace per esprimere le sensazioni legate alla rabbia consiste nell’associare il singolo comportamento offensivo al proprio stato d’animo e ai propri pensieri, restando focalizzati sul momento presente, ed evitando giudizi colpevolizzanti. Frasi del tipo: “ quanto hai detto-fatto questo, ho avuto l’impressione che… e mi sono sentita-o….” possono aiutare le persone più scollegate dalla rabbia ad esprimere i loro impulsi aggressivi e le loro emozioni negative in modo costruttivo, muovendosi in una direzione funzionale alla risoluzione dei conflitti.
Le persone che hanno la tendenza ad infiammarsi e ad esprimere troppo impulsivamente l’energia aggressiva, farebbero invece bene a prendersi del tempo prima di parlare, quando sono arrabbiate, cercando di inserire una zona di decompressione tra l’impulso e la reazione. Non appena sentono la rabbia affiorare, dovrebbero cercare di restare in silenzio e portare l’attenzione sui segnali del loro corpo, eventualmente mettendosi in movimento e spostandosi dal luogo in cui sono. Concentrandosi sulle loro sensazioni potranno riuscire ad interrompere (o ad attenuare) il circolo vizioso tra i pensieri negativi e le emozioni negative che la rabbia ha innescato.
Messi in atto gli accorgimenti più immediati per evitare gli eccessi legati alla repressione e all’esplosione dell’energia aggressiva, dovremo cercare di comprendere quali tematiche del passato vengono toccate quando si innesca il fuoco della rabbia. Se non lavoriamo sulle motivazioni profonde per cui ci arrabbiamo tenderemo infatti a ricadere nelle consuete modalità di reazione.
Per trasformare l’energia aggressiva dovremo innanzitutto allenarci a sentirla nel nostro corpo, stando nella rabbia e nelle emozioni negative che la accompagnano. Sarà poi importante cercare di dare ascolto al grido di dolore che si nasconde dietro al meccanismo protettivo della rabbia, per comprendere quali parti di noi sono state violate. L’analisi del nostro tema natale può aiutarci in questo compito, con particolare riferimento alle configurazioni che coinvolgono gli archetipi di Marte e di Plutone, entrambi riconducibili ai meccanismi istintivi di protezione e all’energia aggressiva.
Un esercizio piuttosto efficace per stimolare la riflessione sulle tematiche ricorrenti che innescano la rabbia consiste nel compilare la frase: “io ho il diritto di….”, scrivendo spontaneamente tutto ciò che emerge in seguito ad ogni ripetizione. Individuati i bisogni violati riconducibili alle nostre reazioni aggressive (i reali motivi per cui ci arrabbiamo) dovremo imparare a prenderci cura delle nostre parti bambine ferite, elaborando un lutto per quello che non abbiamo ricevuto, e accettando l’idea di essere particolarmente vulnerabili in alcuni ambiti esistenziali. Se riusciamo ad individuare e ad accettare le parti di noi che provano i pensieri negativi e le emozioni negative riconducibili alla rabbia, potremo trasformare in modo costruttivo le energie aggressive, e liberarci dagli automatismi che ci portano a traferire nel presente delle problematiche legate al passato.
Lavorando sulle nostre ferite, potremo comprendere quanto l’esperienza passata abbia colorato le lenti con cui percepiamo il mondo. Gradualmente dovremo quindi imparare a mettere in discussione le nostre interpretazioni, superando la tendenza a considerarle delle verità assolute. Siccome la rabbia che proviamo nei confronti delle persone per noi più significative è spesso legata alla violazione delle nostre aspettative (in relazione alle nostre interpretazioni), riuscire a distinguere tra il passato e il presente, e tra le nostre rappresentazioni della realtà e la realtà oggettiva, è un passaggio fondamentale per dissolverla. Si tratta di un compito impegnativo, che richiede una certa maturità e una chiara consapevolezza della distinzione tra i propri bisogni e quelli degli altri.
Anche le pratiche meditative possono divenire un valido aiuto per la gestione dell’energia aggressiva collegata alla rabbia, perché l’osservazione distaccata del flusso dei nostri processi mentali facilita la disidentificazione. Per maturare l’abilità metacognitiva che ci permette di osservarci mentre proviamo rabbia e di essere più presenti, sarà però importante aprici anche alle sensazioni più spiacevoli e dolorose con un atteggiamento non giudicante, anziché tentare di scacciarle dalla coscienza. Se riusciamo a far luce sugli automatismi (riconducibili alla sfera di influenza di Plutone) che innescano la rabbia, e ad interromperli, potremo sintonizzarci sulle energie aggressive liberate per metterle al servizio dell’Io (Sole), utilizzandole in modo costruttivo, come carburante per energizzare delle attività funzionali al raggiungimento dei nostri obiettivi.



